{"id":65,"date":"2015-07-17T08:41:13","date_gmt":"2015-07-17T08:41:13","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/vestige\/?page_id=65"},"modified":"2020-07-14T14:31:47","modified_gmt":"2020-07-14T14:31:47","slug":"la-chiesa-di-santa-maria-degli-angiolini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/la-chiesa-di-santa-maria-degli-angiolini\/","title":{"rendered":"LA CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGIOLINI"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-65\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-65-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-65-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_skewed-title-widget panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-skewed-title-widget so-widget-skewed-title-widget-base\"\n\t\t\t\n\t\t><div class=\"skewed-title-bar\">\n    <div class=\"container\">\n        <h4 style=\"background:; color:;\">\n            <span>LA CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGIOLINI<\/span>\n        <\/h4>\n    <\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-65-1\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-65-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div class=\"textwidget\"><h1><strong>La Chiesa di Santa Maria degli Angiolini<\/strong><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La storia della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa di Santa Maria degli Angiolini \u00e8 un antico luogo di culto cristiano-cattolico, che fa parte del complesso monumentale della Fondazione Conservatorio Santa Maria degli Angeli.<\/p>\n<p>Notizie circa la sua edificazione sono rinvenibili a partire dal 1509, anno in cui sei nobili pie donne fiorentine, che fondarono il monastero nel 1507, furono riconosciute all\u2019interno del Terzo Ordine Domenicano da Papa Giulio II.<\/p>\n<p>La chiesa fu ufficialmente consacrata nella seconda met\u00e0 del XVI secolo, alla presenza del Vescovo della Diocesi di Cortona Mons. Matteo Concini, precisamente il 29 settembre 1571, giorno della festa di San Michele Arcangelo. Per questo motivo, da quel momento in poi, le suore domenicane furono anche soprannominate \"di San Michele\".<\/p>\n<p>La chiesa vede al suo interno due importanti raffigurazioni di San Michele Arcangelo (<em>princeps militiae caelestis<\/em>), e questo a conforto della vicinanza delle suore al culto micaelico.<\/p>\n<p>La storia ci racconta, che le suore domenicane ebbero momenti difficili da attraversare, come la peste del 1527-1528, la carestia e l\u2019alluvione del 1530, e nel biennio 1529-1530 la messa a ferro e fuoco della citt\u00e0 di Firenze da parte di Carlo V d\u2019Asburgo per ristabilire a Firenze la Signoria della famiglia de\u2019 Medici.<\/p>\n<p>In quello stesso anno, avvennero nel monastero alcuni fatti miracolosi: nella Chiesa di Santa Maria degli Angiolini fu ritrovata una prodigiosa statuetta votiva della Madonna, la \u201cMadonnina\u201d in terracotta (tuttora posizionata all\u2019interno di una piccola edicola scavata nel muro della parte sinistra della navata della chiesa) e, contestualmente, suor Camilla Buonaccorsi, un giorno prima della Battaglia di Gavinana (3 Agosto 1530), ebbe in premonizione sia la morte di Francesco Ferrucci, per mano di Fabrizio Maramaldo, sia quella in combattimento di Filiberto di Chalons, Principe d'Orange e Vicer\u00e9 del Regno di Napoli.<\/p>\n<p>Tra il XVIII e il XIX sec. Pietro Leopoldo I d\u2019Asburgo Lorena, Granduca di Toscana, secolarizz\u00f2 il monastero, trasformandolo in un Conservatorio: per effetto di ci\u00f2, molti affreschi presenti all\u2019interno della chiesa vennero scialbati, cio\u00e8 ricoperti di uno strato di intonaco leggero ed alcuni stucchi di putti nudi coperti da elementi decorativi sovra dipinti, per dare alla stessa un aspetto di austerit\u00e0 e di maggiore pauperismo.<\/p>\n<p>La chiesa fu gravemente danneggiata durante l\u2019alluvione di Firenze nel 1966 e dopo quarant'anni, nel novembre del 2006, \u00e8 stata riaperta a seguito di un importante restauro durato dieci anni.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-65-2\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-65-2-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-2-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"2\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-65\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"sow-image-container\">\n\t\t<img \n\tsrc=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--scaled.jpg\" width=\"2560\" height=\"1714\" srcset=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--scaled.jpg 2560w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--300x201.jpg 300w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--1024x685.jpg 1024w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--768x514.jpg 768w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--1536x1028.jpg 1536w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--2048x1371.jpg 2048w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--958x641.jpg 958w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-1a--272x182.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" title=\"chiesa 1a\" alt=\"\" \t\tclass=\"so-widget-image\"\/>\n\t<\/div>\n\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"pgc-65-2-1\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-2-1-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"3\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-65\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"sow-image-container\">\n\t\t<img \n\tsrc=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-scaled.jpg\" width=\"2560\" height=\"1714\" srcset=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-scaled.jpg 2560w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-300x201.jpg 300w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-768x514.jpg 768w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-1536x1028.jpg 1536w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-2048x1371.jpg 2048w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-958x641.jpg 958w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-2-272x182.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" title=\"chiesa 2\" alt=\"\" \t\tclass=\"so-widget-image\"\/>\n\t<\/div>\n\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-65-3\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-65-3-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-3-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"4\" ><div class=\"textwidget\"><p><strong>La descrizione architettonica e storico-artistica<\/strong><\/p>\n<p>La struttura architettonica della chiesa cinquecentesca presenta di primo acchito delle evidenti particolarit\u00e0 strutturali ed edificatorie.<\/p>\n<p>Esternamente la chiesa ha un campanile a vela risalente al 1594. Tale costruzione era riservata alle chiese parrocchiali per lo pi\u00f9 di ridotta dimensione, in questo caso, invece, l\u2019adozione di un simile campanile potrebbe avere una motivazione religiosa, ovvero evitare l\u2019ostentazione di ricchezza e di potere. Il campanile \u00e8 legato alla scansione del tempo liturgico e del tempo quotidiano, richiamo sonoro e visivo per l\u2019intera comunit\u00e0 dei fedeli.<\/p>\n<p>Il campanile prevede una struttura molto semplice e lineare, costituita da un muro isolato, elevato al di sopra della copertura della chiesa e traforato da due archetti entro i quali, di solito, sono istallate le campane.<\/p>\n<p>La parte esterna della chiesa \u00e8 costituita da una facciata a capanna, in cui si aprono sia il portale con una lunetta, originariamente (1836 circa) decorata da un affresco dell'Annunciazione, ad opera di Antonio Marini (1788-1861) sia un grande oculo sferico proteso verso la parte superiore della facciata stessa.<\/p>\n<p>La chiesa \u00e8 costituita da una pianta rettangolare o longitudinale ad aula unica, che genera un ambiente unitario. Secondo i canoni del Barocco, in fondo all\u2019aula, il presbiterio \u00e8 rialzato per tre ordini di motivi. Il doppio ordine di gradini, sia quelli che conducono al presbiterio sia i gradini su cui si trova poggiato l'altare barocco, adorno di marmi, decorazioni e pitture, ha una funzione divisoria di risalto, cio\u00e8 divide l\u2019area dell\u2019aula in cui si raduna l\u2019assemblea dei fedeli, dalla parte sacra del presbiterio, ove si celebrano i sacri riti cattolici. In questa divisione ritroviamo anche la motivazione di carattere teologico la quale evidenzia la maggiore importanza dei membri del clero, risiedenti nel presbiterio e che svolgono funzioni religiose ed eucaristiche, nei confronti del resto dell\u2019assemblea dei fedeli astanti, che sono solo compartecipi dei riti celebrati. Infine, il doppio ordine di gradini ha carattere simbolico, vale a dire che essi evocano l\u2019immagine di un altare eretto sopra un\u2019altura, speculare all\u2019immagine per cui \u201cil Signore ha fondato Gerusalemme sulla Santa Montagna\u201d (Salmi, 87, 1), podio privilegiato dell\u2019alleanza ideale tra l\u2019uomo e il cielo: qui il richiamo \u00e8 al tempio e, quindi, all\u2019altare che Salomone (2 Cronache 4,1) costru\u00ec sul monte Moria e prima di lui Davide, Re di Israele (2 Samuele 24,25).<\/p>\n<p>Nel suo lato destro, la chiesa possiede un grande coro monastico, sostenuto da un\u2019ampia volta ribassata, disposto sul lato superiore e con le grate aperte verso l\u2019altare maggiore, attraverso le quali le monache avevano la possibilit\u00e0 di assistere alle celebrazioni religiose, mantenendo intatto il voto di clausura.<\/p>\n<p>All\u2019interno del coro, sono stati rinvenuti numerosi reliquiari, stalli lignei e statue bronzee, tra cui un \u201cSan Giovannino\u201d, che faceva parte di una acquasantiera perduta e un \u201cCrocifisso bronzeo\u201d su una croce astile lignea, opere entrambe attribuite al Giambologna, pseudonimo di Jean de Boulogne (1529-1608).<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-65-4\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-65-4-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-4-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"5\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-65\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"sow-image-container\">\n\t\t<img \n\tsrc=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-4-scaled.jpg\" width=\"2560\" height=\"1714\" srcset=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-4-scaled.jpg 2560w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/chiesa-4-300x201.jpg 300w, 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Seicento.<\/p>\n<p>All\u2019interno della chiesa sono conservate alcune grandi pale d'altare dipinte dai maggiori maestri fiorentini dell'epoca a testimonianza della ricchezza e del prestigio raggiunti da questa istituzione religiosa a quel tempo.<\/p>\n<p>Tra i grandi nomi si annoverano Francesco Curradi (1570-1661), autore di grande spiritualit\u00e0 ed espressione pittorica di conformit\u00e0 alla devozione e alla misura imposta dalla prassi tridentina, e Matteo Rosselli (1578-1650), caposcuola fiorentino della Pittura Controriformata, autori sia delle tele sugli altari laterali sia di quelle posizionate lungo entrambi i lati della navata e sopra il pronao (o nartece), e Giovanni Maria Ciocchi (1658-1725) autore dell'affresco \u201cGloria di San Michele Arcangelo\u201d (1725), pittura murale della volta della navata.<\/p>\n<p>Il restauro ha reso possibile il riaffiorare di decorazioni in stile Barocco di mensole, riquadri geometrici e quadrature prospettiche del pittore Francesco Sacconi e vasi di fiori finemente affrescati, cartigli, fregi, volute e ghirlande, opere settecentesche della cosiddetta \u201carchitettura d\u2019illusione\u201d dei pittori \u201cquadraturisti\u201d, che perfezionano lo scenario artistico, dalle tonalit\u00e0 verde, rosso e oro, su pareti di colore azzurro.<\/p>\n<p>La pala dell\u2019altare maggiore risale alla prima fondazione della chiesa, nel primo Cinquecento (1527 circa) ed \u00e8 una straordinaria opera del primo Manierismo fiorentino attribuita a Domenico Puligo (1492-1527), con evidenti influenze di Jacopo da Pontormo (1494-1557) e, comunque, espressione del classicismo del primo cinquecento. La pala raffigura la \u201cPresentazione della Vergine al Tempio\u201d, evidente richiamo alla vita monacale: Maria, da adolescente, \u00e8 ritratta al centro, tra due gruppi di Santi, mentre si volge indietro, commiato della vita laica, prima di salire il settimo gradino, che la porter\u00e0 a passare la sua giovinezza in un monastero; qui \u00e8 chiaro il riferimento al settimo anno di noviziato, anno decisivo in cui una ragazza confermava di consacrarsi alla vita religiosa, propria del monachesimo. Le Sante raffigurate nella scena sono Elena, Caterina da Siena e Lucia; i Santi sono Antonino Pierozzi, Tommaso d'Aquino e Vincenzo Ferrer, tutti appartenenti all\u2019ordine domenicano. La pala fu commissionata da Jacopo Quaratesi, intorno al 1526-1527, dal momento che sua sorella Dianora faceva parte delle suore del Convento.<\/p>\n<p>Ai lati dell'altare e nella sua parte superiore gli stucchi tardo-barocchi, realizzati successivamente al 1690, sono opera di Giovanni Battista Ciceri (fine sec. XVII \u2013 1715). Si tratta di due formelle in stucco bianco dipinto e dorato (\u201cSanta Rosa da Lima col Bambino Ges\u00f9\u201d, \u201cSanta Caterina da Siena\u201d), un gruppo di due \u201cAngiolini in stucco\u201d, posizionati sul frontone dell\u2019altare; una terza formella (\u201cTeste di cherubini tra volute\u201d) si trova nell\u2019intradosso della volta, in posizione centrale.<\/p>\n<p>La chiesa ha nel suo interno due importanti lapidi. La prima lastra tombale della famiglia Signoretti, posta nell\u2019atrio, risale al 1600 e reca lo stemma araldico gentilizio della famiglia, composto da un leone rampante con clave e martello e una corona raggiata. La seconda, collocata al di sotto dell\u2019altare, posizionata nell\u2019ala destra della navata, fu realizzata nel 1623 per il Canonico di San Lorenzo Alessandro Berti, Cappellano del Cardinale de\u2019 Medici e benefattore del monastero. Il suo lascito serv\u00ec per decorare la chiesa e per commissionare i dipinti degli altari laterali \u201cArcangeli Michele e Gabriele\u201d (1610 o 1616) di Francesco Curradi e \u201cSan Domenico che resuscita Napoleone Orsini, nipote del Cardinale di Fossanova\u201d (1627) di Matteo Rosselli e le cinque lunette, disposte lungo il perimetro della chiesa, che si possono definire come un piccolo \u201cciclo di opere mariane\u201d rappresentanti i \u201cMisteri della Vergine\u201d (\u201cLo sposalizio della Vergine\u201d, \u201cL\u2019Annunciazione\u201d, \u201cL\u2019Assunzione della Vergine\u201d, \u201cLa Visitazione\u201d, \u201cL\u2019immacolata Concezione\u201d, tutte composte nel 1639 da Francesco Curradi).<\/p>\n<p>La chiesa vede la presenza di un organo a canne, costruito nel 1793 ad opera dei maestri organari di Pistoia Luigi Tronci (1755-1803) e Benedetto Tronci (1756-1821), su uno strumento preesistente, costruito verso al fine del XVI sec. da Francesco Maria Galganetti, curatore degli strumenti musicali della famiglia de\u2019 Medici in Palazzo Pitti. Tale organo \u00e8 uno strumento pregevole, di indubbio valore storico-artistico, di tipica struttura settecentesca, costruito in parte con materiale tardo-rinascimentale. Un accurato ed attento restauro filologico, operato dal maestro organaro Riccardo Lorenzini, ha restituito le sonorit\u00e0 autentiche di tale organo, le cui parti foniche si sono conservate sino ai giorni nostri senza alterazioni significative, che ne avrebbero potuto compromettere l\u2019intonazione, il temperamento e l\u2019accordatura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prof. Simone Fagioli<\/p>\n<p>Professore di Storia e Filosofia, perito d\u2019arte ed esperto di antichit\u00e0 ed oggetti d\u2019arte<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-65-6\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-65-6-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-6-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"8\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-65\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"sow-image-container\">\n\t\t<img \n\tsrc=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-scaled.jpg\" width=\"2560\" height=\"1714\" srcset=\"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-scaled.jpg 2560w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-300x201.jpg 300w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-768x514.jpg 768w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-1536x1028.jpg 1536w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-2048x1371.jpg 2048w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-958x641.jpg 958w, https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/arte-2-272x182.jpg 272w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" title=\"arte 2\" alt=\"\" \t\tclass=\"so-widget-image\"\/>\n\t<\/div>\n\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-65-7\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-65-7-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-65-7-0-0\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"9\" ><div class=\"textwidget\"><p>Bibliografia<\/p>\n<p>AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze<\/em>. <em>Dieci anni di restauri<\/em>=<em>Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006.<\/p>\n<p><em>Conservatorio di Santa Maria degli Angiolini: restauro del coro delle monache e della sala della duchessa<\/em>, a cura di F. Spadoni, P. Bongiovanni, M. Parma, s.l., s. n., 2006.<\/p>\n<ol start=\"41\">\n<li>Busia, <em>Il barocco torna alla luce<\/em>, articolo su <em>Il Firenze<\/em>, 22 novembre 2006, p. 41.<\/li>\n<li>Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, 3 voll., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952-55<\/li>\n<li>Bargellini, Ennio Guarnieri, <em>Le strade di Firenze<\/em>, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prof. Simone Fagioli<\/p>\n<p>Professore di Storia e Filosofia, perito d\u2019arte ed esperto di antichit\u00e0 ed oggetti d\u2019arte<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa di Santa Maria degli Angiolini &nbsp; La storia della Chiesa La Chiesa di Santa Maria degli Angiolini \u00e8 un antico luogo di culto cristiano-cattolico, che fa parte del complesso monumentale della Fondazione Conservatorio Santa Maria degli Angeli. Notizie circa la sua edificazione sono rinvenibili a partire dal 1509, anno in cui sei nobili pie donne fiorentine, che fondarono il monastero nel 1507, furono riconosciute all\u2019interno del Terzo Ordine Domenicano da Papa Giulio II. La chiesa fu ufficialmente consacrata nella seconda met\u00e0 del XVI secolo, alla presenza del Vescovo della Diocesi di Cortona Mons. Matteo Concini, precisamente il 29 settembre 1571, giorno della festa di San Michele Arcangelo. Per questo motivo, da quel momento in poi, le suore domenicane furono anche soprannominate &#8220;di San Michele&#8221;. La chiesa vede al suo interno due importanti raffigurazioni di San Michele Arcangelo (princeps militiae caelestis), e questo a conforto della vicinanza delle suore al culto micaelico. La storia ci racconta, che le suore domenicane ebbero momenti difficili da attraversare, come la peste del 1527-1528, la carestia e l\u2019alluvione del 1530, e nel biennio 1529-1530 la messa a ferro e fuoco della citt\u00e0 di Firenze da parte di Carlo V d\u2019Asburgo per ristabilire a Firenze la Signoria della famiglia de\u2019 Medici. In quello stesso anno, avvennero nel monastero alcuni fatti miracolosi: nella Chiesa di Santa Maria degli Angiolini fu ritrovata una prodigiosa statuetta votiva della Madonna, la \u201cMadonnina\u201d in terracotta (tuttora posizionata all\u2019interno di una piccola edicola scavata nel muro della parte sinistra della navata della chiesa) e, contestualmente, suor Camilla Buonaccorsi, un giorno prima della Battaglia di Gavinana (3 Agosto 1530), ebbe in premonizione sia la morte di Francesco Ferrucci, per mano di Fabrizio Maramaldo, sia quella in combattimento di Filiberto di Chalons, Principe d&#8217;Orange e Vicer\u00e9 del Regno di Napoli. Tra il XVIII e il XIX sec. Pietro Leopoldo I d\u2019Asburgo Lorena, Granduca di Toscana, secolarizz\u00f2 il monastero, trasformandolo in un Conservatorio: per effetto di ci\u00f2, molti affreschi presenti all\u2019interno della chiesa vennero scialbati, cio\u00e8 ricoperti di uno strato di intonaco leggero ed alcuni stucchi di putti nudi coperti da elementi decorativi sovra dipinti, per dare alla stessa un aspetto di austerit\u00e0 e di maggiore pauperismo. La chiesa fu gravemente danneggiata durante l\u2019alluvione di Firenze nel 1966 e dopo quarant&#8217;anni, nel novembre del 2006, \u00e8 stata riaperta a seguito di un importante restauro durato dieci anni.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-65","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/65","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/65\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1441,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/65\/revisions\/1441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}