{"id":1182,"date":"2020-05-13T21:17:21","date_gmt":"2020-05-13T21:17:21","guid":{"rendered":"http:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/?page_id=1182"},"modified":"2022-04-01T20:47:19","modified_gmt":"2022-04-01T20:47:19","slug":"opere-darte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/opere-darte\/","title":{"rendered":"OPERE D&#8217;ARTE"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-1182\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-1182-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-1182-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-1182-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_skewed-title-widget panel-first-child\" data-index=\"0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-skewed-title-widget so-widget-skewed-title-widget-base\"\n\t\t\t\n\t\t><div class=\"skewed-title-bar\">\n    <div class=\"container\">\n        <h4 style=\"background:; color:;\">\n            <span>OPERE D&#039;ARTE<\/span>\n        <\/h4>\n    <\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-1182-0-0-1\" class=\"so-panel widget widget_black-studio-tinymce widget_black_studio_tinymce panel-last-child\" data-index=\"1\" ><h3 class=\"widget-title\">Il patrimonio artistico della Fondazione Conservatorio Santa Maria degli Angeli<\/h3><div class=\"textwidget\"><p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il patrimonio artistico della Fondazione Conservatorio \u201cSanta Maria degli Angeli\u201d \u00e8 formato da due grandi entit\u00e0. La prima sezione \u00e8 costituita dall'insieme degli edifici che compongono l\u2019antico Monastero, in particolare dai suoi \u201cambienti monumentali\u201d di enorme valore artistico ed architettonico. La seconda parte \u00e8 formata da una collezione di opere ed oggetti d\u2019arte e di antichit\u00e0. Tale collezione, di considerevole pregio artistico, ha un importante valore intrinseco e un evidentissimo interesse di testimonianza e documentazione storica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019insieme compositivo del patrimonio artistico, impreziosito da una importante e multiforme collezione d\u2019arte, \u00e8 la misura attestativa pi\u00f9 concreta dell\u2019importanza di questa antica istituzione fiorentina nei suoi oltre cinque secoli di intensa attivit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Gli ambienti monumentali<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Gli ambienti monumentali della Fondazione Conservatorio \u201cSanta Maria degli Angeli\u201d costituiscono una importante sezione del patrimonio artistico di questa istituzione. Tali ambienti, di evidente pregevolezza edificativa, sono lo specchio e il lume dell\u2019architettura e dell\u2019arte figurativa a partire dalla fine del cinquecento fino alla met\u00e0 dell\u2019ottocento italiano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Essi si compongono delle seguenti sezioni:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">il porticato, edificato nel 1639, vede la presenza di quattro importanti rilievi risalenti al XVIII sec. in stucco bianco, dipinto in finto marmo ocra: \u201cArcangelo Michele\u201d, \u201cSanta Teresa\u201d, \u201cSant\u2019Antonino Vescovo\u201d, \u201cSan Domenico\u201d. Degni di considerazione sono due ulteriori rilievi ascrivibili al XIX sec., \u201cLa vergine con il bambino\u201d, in stucco bianco su fondo azzurro e \u201cLa vergine con il bambino\u201d, in terracotta policroma, forse ritoccato nell\u2019ottocento su una preesistenza primo-cinquecentesca;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">un grande refettorio, che, nel suo lato sinistro, custodisce l\u2019affresco intitolato l\u2019\u201dUltima cena\u201d (1631), mirevole opera del pittore Matteo Rosselli (1578-1650), caposcuola fiorentino e maestro dell\u2019austero stile della Controriforma;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">una piccola chiesa interna, edificata dalla sagrestia della chiesa principale, ricca di peducci e capitelli cinquecenteschi;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">il coro delle monache, costituito da un ambiente completamente restaurato, che vede quattro importanti dipinti ascrivibili alla seconda met\u00e0 del XVII sec. (\u201cSanta Rosa Lima\u201d, \u201cSan Vincenzo Ferreri\u201d, \u201cSanta Caterina da Siena\u201d, \u201cSan Domenico\u201d) e un quinto dipinto rappresentante l\u2019\u201cAnnunciazione\u201d, eseguito nel 1583. Di rilievo \u00e8 la mensa d\u2019altare in pietra serena con inserti e lavorazioni auree, tipica delle maestranze toscane del XVI sec, e un gradino d\u2019altare, costituito da quindici formelle che rappresentano \u201cI quindici Misteri del Rosario\u201d, eseguite nel 1589 su committenza di Suor Arcangiola Setticelli. La sala \u00e8 contornata su tre lati da banconi da coro in legno di cipresso, decorato a finto legno di noce con una tecnica di tempera ad olio, impreziositi da cartigli a volute, databili ai primi anni del XVIII sec.;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">la \u201cSala della Duchessa\u201d, una sala decorata con affreschi ottocenteschi posizionata al piano terra del vasto complesso conventuale. La sala \u00e8 un luogo emozionante, ornato da decorazioni a grottesche realizzate nella met\u00e0 dell\u2019Ottocento, dalla sofisticata tavolozza cromatica e variopinta ricchezza di particolari: rettili, insetti oppure uccellini ingabbiati, che si stagliano su ampie campiture di color celestino. Una simile decorazione parietale, costituita da un leggero e fantastico disporsi di forme vegetali miste a figurette ed animali, ricorda sia quella trovata a Roma nei resti sotterranei della \u201cDomus Aurea\u201d di Nerone sia le grottesche eseguite dalla scuola di Raffaello Sanzio (1483-1520), tra cui Giovanni da Udine (1487-1561), per la Loggetta del Cardinal Bibbiena nel Palazzo Apostolico a Citt\u00e0 del Vaticano, ed infine, quelle di Villa Pojana e Palazzo Thiene a Vicenza ad opera del maestro veronese Bernardino India (1528-1590).<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Nel territorio fiorentino, le grottesche della \u201cSala della Duchessa\u201d si inseriscono ad alto livello nella rinascenza dello \u201cstile pompeiano\u201d in terzo e quarto stile degli edifici di fine \u2018700.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>La collezione delle opere d\u2019arte<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La Fondazione Conservatorio \u201cSanta Maria degli Angeli\u201d presenta una vasta collezione di opere d\u2019arte e di oggetti antichi, che rappresentano un\u2019importante ricchezza culturale della Citt\u00e0 Metropolitana di Firenze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La collezione \u00e8 composta da una eterogeneit\u00e0 di beni e di oggetti che si sono aggiunti nel tempo. Le opere di pi\u00f9 rilevante valore artistico appartengono ad un arco temporale compreso tra il XVI e il XVIII sec., periodo di massimo splendore del Conservatorio, ricco di lasciti di personaggi illustri e di committenze di monache appartenenti ad importanti famiglie cittadine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tra il 1996 e il 2006 il complesso degli Angiolini \u00e8 stato oggetto di un\u2019importantissima opera di restauro e di recupero alle migliori condizioni conservative del proprio patrimonio artistico. Esso ha riportato alla luce l\u2019antico splendore di veri e propri tesori, sepolti dal tempo ed inaccessibili per secoli al grande pubblico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Da un attento giudizio estimativo, alcune opere, oltre ad avere un notevole valore venale, rappresentano un capitolo importante all\u2019interno della storia dell\u2019arte italiana, in particolare per quanto attiene al Manierismo, alla Pittura Controriformata, al Proto-Barocco e al Barocco italiano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Le opere della collezione maggiormente rappresentative di questi movimenti artistici possono essere divise nelle seguenti quattro sezioni: \u201cDipinti\u201d, \u201cSculture\u201d, \u201cRilievi\u201d, \u201cStrumenti musicali\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>ELENCO OPERE <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>DIPINTI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Presentazione della Vergine al Tempio<\/strong> \u2013 Domenico di Bartolomeo Ubaldini detto Puligo (Firenze, 1492-1527)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Gloria di San Michele Arcangelo<\/strong> \u2013 Giovanni Maria Ciocchi (Firenze, 1658-1725)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Gli Arcangeli Michele e Gabriele<\/strong> \u2013 Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Domenico che resuscita Napoleone Orsini, nipote del Cardinale di Fossanova<\/strong> \u2013 Matteo Rosselli (Firenze, 1578-1650)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Ultima cena<\/strong> \u2013 Matteo Rosselli (Firenze, 1578-1650)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Assunzione della Vergine<\/strong> \u2013 Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Lo Sposalizio della Vergine<\/strong> \u2013 Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>La Visitazione<\/strong> \u2013 Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Annunciazione<\/strong> \u2013 Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Immacolata Concezione<\/strong> \u2013 Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Vergine col Bambino e Santi<\/strong> \u2013 Ignoto pittore toscano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Madonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Lucia <\/strong>\u2013 Giusto d\u2019Andrea (Firenze 1440 \u2013 1496)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Cristo che mostra il Sacro Cuore a Santa Teresa d\u2019Avila e Santa Caterina da Siena<\/strong> \u2013 Sante (Santi) Pacini (Firenze, c. 1734 \u2013 post 1800 o 1801)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Annunciazione <\/strong>\u2013 Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Rosa a Lima<\/strong> \u2013 Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Vincenzo Ferreri <\/strong>\u2013 Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Caterina da Siena <\/strong>\u2013 Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Domenico <\/strong>\u2013 Ignoto pittore fiorentino<strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>I quindici Misteri del Rosario <\/strong>\u2013 Nicol\u00f2 Biliotti<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tobia riscuote i debiti del padre <\/strong>\u2013 Francesco Curradi (Firenze, 1570 \u2013 1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Chiara che scaccia i saraceni <\/strong>\u2013 Ignoto pittore toscano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>SCULTURE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Giovanni Battista<\/strong> \u2013 Jean de Boulogne, detto Giambologna (Douai, 1529- Firenze,1608)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Crocifisso<\/strong> \u2013 Jean de Boulogne, detto Giambologna (Douai, 1529- Firenze,1608)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Vergine col Bambino (Statuetta votiva della Madonna) <\/strong>\u2013 Ignoto scultore toscano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Vergine col Bambino <\/strong>\u2013 Ignoto scultore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>RILIEVI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Teste di cherubini tra volute<\/strong> \u2013 Giovanni Battista Ciceri (Pescia, fine sec. XVII \u2013 1715)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Rosa da Lima col Bambino Ges\u00f9<\/strong> \u2013 Giovanni Battista Ciceri (Pescia, fine sec. XVII \u2013 1715)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Caterina da Siena<\/strong> \u2013 Giovanni Battista Ciceri (Pescia, fine sec. XVII \u2013 1715)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>STRUMENTI MUSICALI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Organo a canne<\/strong> - Luigi e Benedetto Tronci (Pistoia, 1755-1803, 1756-1821)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Prof. Simone Fagioli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Professore di Storia e Filosofia, perito d\u2019arte ed esperto di antichit\u00e0 ed oggetti d\u2019arte<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Presentazione della Vergine al Tempio<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Domenico di Bartolomeo Ubaldini detto Puligo (Firenze, 1492 \u2013 1527)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Sec. XVI<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tavola<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">200x170 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162870<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tavola raffigura al centro la giovane Vergine, mentre, rivolta verso l\u2019osservatore, sale la scalinata dove alla sommit\u00e0 l\u2019attende a braccia aperte il sacerdote posizionato al centro del tempio. In primo piano sei figure di Santi, da sinistra: San Domenico, San Tommaso d\u2019Aquino, Sant\u2019Antonino (Vescovo di Firenze), Santa Lucia (in veste rossa), Sant\u2019Elena (in veste rosata e manto marrone) e Santa Caterina da Siena (in veste bianco e nero).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tavola, che ancora oggi troviamo nella sua collocazione originaria sull\u2019altare maggiore, ha avuto una travagliata storia attributiva. Fin dal Settecento venivano indicate varie attribuzioni nell\u2019ambito della scuola di Andrea del Sarto per l\u2019impostazione dei piani e delle figure, la caratteristica luce filtrata e la vicinanza, anche fisionomica, di certe figure con altre opere del maestro fiorentino (a questo riguardo, cfr. l\u2019impiego della stessa modella sia per la Vergine giovinetta e Santa Lucia che per la \u201cFigura femminile\u201d presente nella \u201cRaccolta\u201d della Misericordia di Firenze).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Da notare come l\u2019impostazione superiore della scena, con il sacerdote al centro del tempio sopraelevato, ricordi lo spazio fisico dell\u2019altare rialzato della Chiesa rispetto al piano della navata centrale. Questo vuol dire, che, probabilmente, l\u2019autore ha cercato di rappresentare un rapporto metafisico tra la raffigurazione spaziale del dipinto e lo spazio fisico della Chiesa.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, II, Firenze, Viviani, 1755, p. 286;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli, in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, (1789-1802), IV, Firenze, 1792, p. 30;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova Guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 390;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lorenzoni, <em>Documento su una tavola di Domenico Puligo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli<\/em>, in \u201cRivista d\u2019Arte\u201d, 1907, pp. 94-95;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Meloni Trkulja, in \u201cIl Primato del Disegno\u201d, <em>Catalogo della Mostra Firenze e la Toscana dei Medici nell\u2019Europa del Cinquecento<\/em>, Firenze, 1980, pp. 179-180;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 60, 71 nota 59.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Gloria di San Michele Arcangelo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Maria Ciocchi (Firenze, 1658 \u2013 1725)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">XVIII (prima1725)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Affresco<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Misure non rilevate<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162859<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La volta affrescata \u00e8 antistante l\u2019altare maggiore della Chiesa di S. Maria degli Angiolini e raffigura, entro un\u2019ampia prospettiva di finte architetture, arricchite da numerosi angiolini, uno spaccato ovale con la glorificazione di San Michele Arcangelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Al centro del dipinto \u00e8 raffigurato il Santo, vestito in abiti militari, che mostra, alzandola con la mano destra, una bilancia e con la sinistra si appoggia a uno scudo e tutt\u2019intorno una gloria di angeli che recano una particolare iconografia: un\u2019asta con la bandiera, un elmo piumato, delle rose e una crocetta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019affresco rispecchia la tradizione pittorica sei-settecentesca delle volte affrescate e riesce in maniera apprezzabile ad unire le schematiche architetture laterali con il desiderio di spaziosit\u00e0 e dinamicit\u00e0 della gloria centrale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019opera \u00e8 di Giovanni Maria Ciocchi, un artista che troviamo attivo a Firenze, anche in San Jacopo Sopr\u2019Arno e nella Biblioteca del Convento della SS. Annunziata.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi<em>, Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 391;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 116;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150 e nota 14;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Meloni Trkulja, in \u201cDizionario Enciclopedico Bolaffi ad vocem\u201d, III,1972;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Mosco, <em>Itinerario di Firenze Barocca<\/em>, Firenze 1974, p. 14;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Meloni Trkulja, <em>Recensioni<\/em>, in \u201cAntichit\u00e0 Viva\u201d, 1974, n. 6, p. 59;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Dizionario Biografico degli italiani<\/em>, Istituto della Enciclopedia Italiana, vol. 24, Roma, 1980, ad vocem;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 145.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Gli Arcangeli Michele e Gabriele <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1610 o 1616<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">200x159 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162863<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela \u00e8 vuota al centro per inserirsi intorno ad una nicchia contenente una statuetta della Vergine col Bambino. Il dipinto rappresenta gli Arcangeli San Michele e San Gabriele sormontati da un volo di angeli e cherubini. San Michele, a sinistra, con una corta veste dorata a racemi e manto rosso, regge nelle mani la spada e la bilancia; San Gabriele, a destra, regge il giglio nella mano sinistra e ha due vesti di cui una lunga veste fiorita nei colori viola e rosa e una seconda veste corta nei colori arancio e rosso. In basso sono raffigurati due angeli come ricciuti giovanetti che sorreggono un cartiglio con la scritta \u201cREGINA ANGELORUM\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela eseguita dal Curradi, aveva lo scopo di racchiudere degnamente la statuetta miracolosa della Vergine col Bambino, oggetto di particolare culto presso le monache del Monastero degli Angiolini. L'opera \u00e8 ascrivibile al secondo decennio del XVII secolo; un manoscritto tardo settecentesco, ancora presente presso la Fondazione Conservatorio S. M. degli Angeli recita: \"....la qual cappella (della Madonna) aveva rifatto Suor Maria Francesca Gianfigliazzi in sin l'anno 1615 tutta di pietre come si vede al presente, e la tavola di mano del Signor Cav.re Francesco Curradi dove si veggono San Michele e San Gabriele Arcangeli che mettono in mezzo il tabernacolo...\".<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela, di notevole livello qualitativo pittorico, d\u00e0 modo all'artista di esprimersi nella vena pittorica pi\u00f9 profana, attardandosi sulle figure sontuosamente vestite dei due Arcangeli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">In quest\u2019opera sono assenti i tipici i caratteri Controriformistici che contraddistinguono gran parte della sua produzione religiosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><em>Libro Ricordi e Memorie del Ven: Monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze in Via Laura<\/em>, ms. del secolo XVIII conservato presso l\u2019Archivio dei Conservatorio c. 26r. e v.;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, vol. III, Firenze, Viviani 1756, p. 285;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 28;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 390;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lorenzoni, <em>Documento su una tavola di Domenico Puligo nella chiesa di S. M. Degli Angeli<\/em>, in \u201cRiv. d\u2019Arte\u201d, 1907, p. 95;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 132-133, 138.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Domenico che resuscita Napoleone Orsini, nipote del Cardinale di Fossanova<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Matteo Rosselli (Firenze, 1578-1650)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1639<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">160x300 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162862<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela raffigura San Domenico con la veste monastica bianca e nera circondato da numerose figure virili, di cui tre in abito cardinalizio, mentre resuscita il giovane Napoleone Orsini adorno di sontuose vesti secentesche in damasco giallo oro su camicia bianca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La scena si riferisce al miracoloso ritorno in vita del nipote del Cardinale a seguito del mortale investimento sul ponte di fronte a Castel Sant\u2019Angelo, come da scorcio sul fondo del dipinto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela, di notevole qualit\u00e0 stilistica, \u00e8 siglata e datata \u201cMR 1627\u201d su una stanga della lettiga in primo piano.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA <\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Baldinucci, <em>Notizie dei Professori del Disegno da Cimabue in qua\u2026<\/em>, vol. IV, ed. Manni, 1767-1774; ed. Ranalli, 1846-47, p. 165;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, vol. II, Firenze, Viviani, 1755, p. 285;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, vol. IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 29;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze 1842, p. 390;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Faini, <em>Matteo Rosselli pittore<\/em>, tesi di laurea, Universit\u00e0 di Firenze, 1965-66, pp. 220-223;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Cantelli, <em>Repertorio della Pittura fiorentina del Seicento<\/em>, Firenze 1983, p. 130;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Guidi \u2013 D. Marcucci, <em>Il Seicento fiorentino: arte a Firenze da Ferdinando I a Cosimo III<\/em>, catalogo della mostra (Firenze, 21 dicembre 1986 \u2013 4 maggio 1987), Firenze 1986, p. 208;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 60, 71, nota 58;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>MOSTRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il Seicento fiorentino: arte a Firenze da Ferdinando I a Cosimo III, (Firenze, 21 dicembre 1986 \u2013 4 maggio 1987).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Ultima cena (o Cenacolo)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Matteo Rosselli (Firenze, 1578-1650)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1631<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Refettorio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Affresco staccato e ricollocato su supporto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Misure non rilevate<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162994<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019affresco \u00e8 posizionato all\u2019interno del refettorio del Monastero in una parete delimitata dagli archi della volta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ai lati della figura del Cristo sono raffigurati i dodici apostoli seduti a tavola, di cui due, in posizione quasi frontale, volgono le spalle allo spettatore. L\u2019ambiente raffigurato \u00e8 illuminato da quattro candelieri a braccio ed arricchito dalla presenza di oggetti d\u2019uso quotidiano, quali, oltre ai piatti sulla mensa, un bacile e una brocca nell\u2019angolo destro e una piattaia posizionata sulla parete sinistra. In alto sono raffigurate due coppie di angiolini recanti i simboli della passione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019affresco \u00e8 datato 1631 e firmato da Matteo Rosselli e gli fu commissionato da Alessandro Berti, devoto governatore del Monastero dal 1624 al 1638, per il quale pochi anni prima Rosselli aveva dipinto la tavola col miracolo di San Domenico. Alessandro Berti fu Cappellano del Cardinale Carlo dei Medici e Canonico di San Lorenzo e fra i maggiori benefattori del Monastero, e ricordato piuttosto diffusamente da Giovanni Richa nella sua opera \u201cNotizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri\u201d. Alessandro Berti non solo arricch\u00ec il Monastero di importanti opere d\u2019arte, ma gli don\u00f2 anche una discreta fortuna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019opera costituisce uno dei classici nella produzione ad affresco di Rosselli. Attraverso le parole del suo biografo, \u00e8 noto che Matteo Rosselli dipinse numerosi Cenacoli in molti monasteri di Firenze, alcuni dei quali oggi perduti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il Cenacolo di Santa Maria degli Angiolini con quelli conservati nelle chiese di San Felice in Piazza (datato 1613) e nella Badia di Montesenario (datato 1634) ci forniscono una chiarissima idea della struttura compositiva dei Cenacoli di Roselli. Il confronto pi\u00f9 diretto \u00e8 con l\u2019affresco di Montesenario: in entrambi, si rileva un\u2019analogia nella resa plastica delle figure e nella scelta degli accessori di contorno. La vicinanza fra queste due versioni della medesima scena risalta maggiormente dal confronto con il disegno n. 1564 del Louvre che Fiammetta Faini Guazzelli considera per il Cenacolo di Montesenario. Il foglio che presenta l\u2019intera scena \u00e8 quasi identico nella disposizione delle figure (4 Apostoli di spalle) e nella presentazione della stanza all\u2019affresco di Montesenario. Differisce invece, avvicinandosi all\u2019affresco di Santa Maria degli Angiolini, nella visione d'insieme della mensa e delle figure viste dall'alto, della tovaglia decorata in basso al bordo, e delle figure dei servi ai lati, assenti nella opera di Montesenario.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ricordiamo l\u2019esistenza del disegno tracciato, coperto dall\u2019intonaco dipinto e rivenuto al momento del restauro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">ISCRIZIONI: sul bacile a destra \u201cALESS.BERTI FACIT FIERI MDCXXXI MATTEO ROSSELLI DIPINSE\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Baldinucci<em>, Notizie dei Professori del Disegno da Cimabue in qua\u2026<\/em>, (1681-1728), IV, p. 165;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, vol. II, Firenze, Viviani, 1755, p. 286;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 30;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 116;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Vertova, <em>I Cenacoli fiorentini<\/em>, Torino, 1965, p. 92;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fanini, <em>Matteo Rosselli Pittore<\/em>, Tesi di Laurea, Universit\u00e0 di Firenze, 1965-66, pp. 236-239;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Faini \u2013 Guazzelli, <em>I disegni di Matteo Rosselli al Louvre<\/em>, in \u201cAntichit\u00e0 Viva\u201d, Firenze, 1969, n.3, p. 19 nota 6, p. 29;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 53-55.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Assunzione della Vergine<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1639<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">160x300 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162861<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto \u00e8 collocato in un sott\u2019arco a sinistra della Chiesa di S. Maria degli Angiolini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Al centro del dipinto, ammantata di rosso e azzurro, \u00e8 raffigurata la Madonna circondata da angioletti e cherubini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela fu eseguita da Francesco Curradi nel 1639, come risulta chiaramente sia dai documenti che dalle fonti bibliografiche. L\u2019opera fa parte del ciclo delle cinque lunette dipinta da Francesco Curradi raffiguranti i \u201cMisteri della Vergine\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Di gusto completamente controriformista, il dipinto appartiene alla produzione pi\u00f9 tipicamente religiosa del pittore. In queste opere l\u2019artista si inserisce nella tradizione pittorica fiorentina che si avvicina a Lodovico Cardi detto il Cigoli e a Domenico Cresti detto il Passignano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><em>Ricordi e Memorie del Ven: Monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze in Via Laura<\/em>, ms. del secolo XVIII conservato presso l\u2019Archivio dei Conservatorio c. 31r e v.;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, Firenze, Viviani, 1755, p. 285;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 28;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 390;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lorenzoni, <em>Documento su una tavola di Domenico Puligo nella chiesa di SM. Degli Angeli<\/em>, in \u201cRiv. d\u2019Arte\u201d, 1907, p. 95;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 132-133, 138<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Lo Sposalizio della Vergine <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1639<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">160x300 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162862<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto dello Sposalizio della Vergine \u00e8 collocato in un sott'arco a sinistra della Chiesa di S. Maria degli Angiolini. Esso fa parte del ciclo delle cinque lunette dipinte da Francesco Curradi nel 1639 raffiguranti i \u201cMisteri della Vergine\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La scena raffigura i due sposi ai lati del sacerdote collocato al centro ed tutto intorno tre figure di donne e un uomo. Si notano, in particolare, le vesti di San Giuseppe in giallo oro, quelle della donna a sinistra di color ocra e dell\u2019uomo a destra in una veste rossa. Di indiscussa tradizione fiorentina sono le due figure poste di tre quarti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Questa \u00e8 forse la pi\u00f9 composita e costruita fra le tele dei \u201cMisteri della Vergine\u201d e fa risaltare a pieno titolo la collocazione del Curradi fra i grandi pittori dei primi del Seicento fiorentino. Il pittore vincolato ai dettami della controriforma si avvicina, in questo dipinto, soprattutto a Lodovico Cardi detto il Cigoli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><em>Ricordi e Memorie del Ven: Monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze in Via Laura<\/em>, ms. del secolo XVIII conservato presso l\u2019Archivio dei Conservatorio c. 31r e v.;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, vol. II, Firenze, Viviani, 1755, p. 285;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 29;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 391;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 132-133, 138.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>La Visitazione\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1639<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">160x300 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162876<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto La Visitazione \u00e8 collocato in un sott'arco a destra della Chiesa di S. Maria degli Angiolini. Esso fa parte del ciclo delle cinque lunette dipinte da Francesco Curradi nel 1639 raffiguranti i \u201cMisteri della Vergine\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Nella scena al centro \u00e8 inginocchiata Santa Elisabetta che si protende verso la Vergine accompagnata da San Giuseppe, a sinistra, in piedi, \u00e8 raffigurato un angelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela, dai colori cupi e dalla composizione austera, ci propone un Curradi nella tarda maturit\u00e0 e completamente immerso nei dettami controriformistici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><em>Ricordi e Memorie del Ven: Monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze in Via Laura<\/em>, ms. del secolo XVIII conservato presso l\u2019Archivio dei Conservatorio c. 31r e v.;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, vol. II, Firenze, Viviani, 1755, p. 285;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 28;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 390;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lorenzoni, <em>Documento su una tavola di Domenico Puligo nella chiesa di S. M. Degli Angeli<\/em>, in \u201cRiv. d\u2019Arte\u201d, 1907, p. 95;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 132-133, 139.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Annunciazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1639<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">160x300 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162876<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto L\u2019Annunciazione \u00e8 collocato in un sott'arco sulla parete di destra della Chiesa di S. Maria degli Angiolini. Esso fa parte del ciclo delle cinque lunette dipinte da Francesco Curradi nel 1639 raffiguranti i \u201cMisteri della Vergine\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto raffigura la Vergine, all\u2019interno di un ambiente ideale, inginocchiata con un libro aperto davanti a s\u00e8 e l\u2019angelo in piedi che le porge un ramo di gigli, al centro, mentre in alto \u00e8 dipinta la colomba dello Spirito Santo, soffusa di un chiarore soprannaturale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Un manoscritto del XVIII secolo, inedito, ci riporta la data dell\u2019esecuzione: \u201c(1639)\u2026e tutto fu opera, e disegno del nostro Padre Confessore, al quale venne voglia per il desiderio che aveva di ornare la nostra Chiesa di far cinque quadri in forma di lune per gli archi della nave ne quali fussi dipinto i Misteri principali della Beatissima Vergine (\u2026); delle quali lune una ne fece la Sagrestana Suor Maria Diodata del Borgo dando scudi venticinque per questo conto alla spesa dell\u2019altre concessore tutte le Monache dando chi pi\u00f9 chi meno secondo la lor possibilit\u00e0 arrivando la spesa alla somma di scudi 144. furno fatte dette pitture per mano del Ser Francesco Corradi detto di sopra l\u2019anno 1639, e sono state tenute\u2026, e perla nostra festa a 21 di Novembre 1639 Presentaz. al Tempio della B.V. furno messe e rinnovate in chiesa nostra\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">A riprova di questo ricordo tardo vi \u00e8 un altro documento, pubblicato da F. Lorenzoni nel 1907, costituito dalla ricevuta, autografa del Curradi, con la quale il pittore dichiara di aver avuto dalle Monache, come pagamento delle lunette, \u201cscudi 140\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><em>Ricordi e Memorie del Ven: Monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze in Via Laura<\/em>, ms. del secolo XVIII conservato presso l\u2019Archivio dei Conservatorio c. 31r e v.;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, vol. II, Firenze, Viviani, 1755, p. 285;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 28;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 390;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lorenzoni, <em>Documento su una tavola di Domenico Puligo nella chiesa di SM. Degli Angeli<\/em>, in \u201cRiv. d\u2019Arte\u201d, 1907, p. 95;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 132-133, 138.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019immacolata Concezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1639<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">160x500 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162856<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto L\u2019Immacolata Concezione \u00e8 collocato nella facciata interna sopra il portale d\u2019ingresso della Chiesa di S. Maria degli Angiolini. Esso fa parte del ciclo delle cinque lunette dipinte da Francesco Curradi nel 1639 raffiguranti i \u201cMisteri della Vergine\u201d. La lunetta ha dimensioni nettamente maggiori rispetto alle altre quattro che compongono il ciclo pittorico mariano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La lunetta fu dipinta e posta nel Novembre del 1639 all\u2019interno della Chiesa di S. Maria degli Angiolini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto rappresenta il primo dei cinque Misteri della Vergine: l\u2019Immacolata Concezione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Al centro della composizione vi \u00e8 la Vergine in preghiera con i piedi appoggiati sulla falce di luna e ai lati schiere di angeli. Ai due angoli estremi appaiono due figure di Profeti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La vena pittorica dell\u2019artista \u00e8 completamente condizionata dalla tradizione religiosa e soprattutto dai dettami controriformistici, che vincolarono gran parte della sua produzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Di particolare effetto risultano sia le due figure virili degli angeli sia quelle dei due Profeti, il tutto inserito in una figurazione di buona tradizione tardo manierista.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><em>Ricordi e Memorie del Ven: Monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze in Via Laura<\/em>, ms. del secolo XVIII conservato presso l\u2019Archivio dei Conservatorio c. 31r e v.;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa, <em>Notizie istoriche delle chiese fiorentine divise ne' suoi quartieri opera di Giuseppe Richa della Compagnia di Ges\u00f9 accademico fiorentino, e socio Colombario<\/em>, vol. II, Firenze, Viviani, 1755, p. 285;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 28;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 390;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in <em>L\u2019Illustratore Fiorentino<\/em>, Firenze 1907, p. 115;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lorenzoni, <em>Documento su una tavola di Domenico Puligo nella chiesa di SM. Degli Angeli<\/em>, in \u201cRiv. d\u2019Arte\u201d, 1907, p. 95;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 132-133, 139.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Vergine col Bambino e Santi<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Maestro degli Angiolini \u2013 Ignoto pittore toscano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XV (fine) \u2013 XVI (primo decennio)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Piano terreno (atrio)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tempera su tavola<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">179x133 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162995<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto su tavola raffigura la Vergine col Bambino e Sant\u2019Anna su uno sfondo architettonico, ai lati sono rappresentati due angeli musicanti e San Giovacchino e San Giuseppe. In primo piano, con un ricco drappeggio di vesti, sono collocati\u00a0 Santa Caterina d\u2019Alessandria e San Giovanni Evangelista. La Santa a destra \u00e8 raffigurata con la corona e la ruota dentata, suoi simboli iconografici, ed un sontuoso abito rosso, con applicazioni di pietre sul mantello. Il Santo, in primo piano a sinistra, che \u00e8 rappresentato vecchio con barba e lunghi capelli inanellati, tiene un volume aperto fra le mani ed ai suoi piedi si scorge un\u2019aquila con un uccello morto nel becco.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Questo dipinto ha subito vari passaggi attributivi ed \u00e8 stato definito con le aggettivazioni \u201ccuriosit\u00e0 pittorica\u201d da C. Gamba nel 1993, oltre alle aggettivazioni \u201ceccentrico\u201d e \u201csingolare ed indefinibile\u201d da F. Zeri nel 1962.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019attribuzione pi\u00f9 verosimile \u00e8 quella di F. Zeri, che determina nel \u00a0\u201cMaestro degli Angiolini\u2026 come uno straniero finto a Firenze\u201d il nome dell\u2019autore di questa opera, un nome ideate dallo studioso, al quale attribuisce altre importanti opere d\u2019arte (\u201cMadonna col Bambino\u201d, New York coll. A. Franzen)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Indubbiamente, per ascrivere la nostra tavola ad un pittore \u201ctutto\u201d fiorentino ci sono molti particolari inspiegabili, ad esempio, le figure dei due Santi in primo piano, il modo in cui sono trattati i loro panneggi, e lo stesso particolare dell\u2019aquila, eccessivamente naturalistico. Probabilmente, il dipinto \u00e8 opera di un autore fiammingo e straniero trapiantato a Firenze o fiorentino con nette influenze fiamminghe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Catalogo della mostra \u201cTesoro di Firenze Sacra\u201d, Firenze, 1933, p. 84;<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Gamba, <em>La mostra del Tesoro di Firenze Sacra, La Pittura<\/em>, in \u201cBollettino d\u2019Arte\u201d, 1933, p. 163;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.151 e nota 19.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Zeri, <em>Eccentrici fiorentini \u2013 II<\/em>, in \u201cBollettino d\u2019Arte\u201d, 1962, p. 317;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 143.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>MOSTRE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">\u201cTesoro di Firenze Sacra\u201d, Convento di San Marco, Firenze, 1933<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Madonna col Bambino e i Santi Sebastiano e Lucia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giusto d\u2019Andrea (Firenze 1440 \u2013 1496)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Sec. XV<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Piano terreno, atrio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tempera su tavola<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">115x69 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00186849<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tavola centinata raffigura la Vergine col Bambino e ai lati San Sebastiano e Santa Lucia davanti ad uno sfondo di tendaggi sorretti da due angeli. La Vergine in trono sorregge il Bambino in piedi, che ha una sfera dorata nella mano sinistra. I Santi in primo piano, sono, rispettivamente, a sinistra San Sebastiano in abito borghese rinascimentale che mostra nella mano sinistra le frecce del martirio e nell\u2019altro, una palma, e, a destra, San Lucia che reca un\u2019ampolla e la palma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">ISCRIZIONI: alla base della tavola \u201cS. SEBASTIANO MARTIRE MCCCCLVIIII + SCA LUCIA VERGINE\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">M. Ciaranfi, D. di Michelino, in \u201cDedalo\u201d, 1925-26, n. 5, p. 526;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Berenson, <em>Italian Pictires of the Renaissance<\/em>, Florentine School, (ed. 1932, p. 262), ed. caus. London, 1963, p. 93;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.151.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Cristo che mostra il Sacro Cuore a Santa Teresa d\u2019Avila e Santa Caterina da Siena<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Sante (Santi) Pacini (Firenze, c. 1734 \u2013 post 1800 o 1801)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Sec. XVIII (fine)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Depositi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">125x73x21 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162909<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela, racchiusa in un ovale, raffigura il Cristo che mostra il Sacro Cuore a due Sante in abito monastico. A sinistra Santa Teresa d\u2019Avila, col cuore trafitto da una freccia, e, a destra, Santa Caterina da Siena, con ai piedi una mazza di gigli e un libro. La cornice lignea che contorna l\u2019opera \u00e8 intagliata a ghirlanda con alla sommit\u00e0 un cherubino fra tralci di fiori. In basso vi \u00e8 un foglio e rami vegetali per piedistallo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La stessa raffigurazione \u00e8 presente in una lastra di rame a bulino, che reca il nome, come pittore, di un Pacini (\"Pacini pinx.\").<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Si tratta certamente del pittore restauratore Santi Pacini, attivo a Firenze nell'ultimo quarto del XVIII secolo. Vi sono consonanze di stile con un suo dipinto firmato e datato 1790 nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Voce \u201cPACINI, Sante, su Treccani Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 80 (2014).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>L\u2019Annunciazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1583<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Coro delle monache, parete destra<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tempera su muro<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">250x130 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162934<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto \u00e8 collocato sulla parete destra del coro delle monache. Si tratta di un ambiente il cui accesso era limitato alla clausura e che si trova sopra la prima parte della navata della chiesa, alla quale guarda attraverso alcune grate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela raffigura l\u2019angelo che, inginocchiato, porge uno stelo di gigli alla Vergine seduta davanti a lui su un rigido tronetto ligneo e nella parte in alto sono riprodotti i simboli della Santissima Trinit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La scena si svolge in un piccolo ambiente chiuso, con notazioni di particolari da arredamento dell\u2019epoca, quali un tappeto, una panca, un cuscino, la tenda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Nella struttura compositiva il dipinto riprende la scena dell\u2019\u201dAnnunciazione della Vergine\u201d presente nella basilica della SS. Annunziata in Firenze. La tela \u00e8 stata dipinta da un pittore cinquecentesco che si attiene alla raffigurazione originale della basilica della SS. Annunziata, e reca la data 1583.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Questo riquadro, come le raffigurazioni dei Santi, fa parte della decorazione murale che fu eseguita nel coro superiore delle monache. Il coro, nel decennio del XVI secolo, fu abbellito dai lavori di rinnovamento voluti dalla Suora Arcangiola Setticelli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">ISCRIZIONI: sul trono della Vergine: \u201cMDI-XXXIII\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Sul libro aperto della Vergine si legge: \u201cECCE\/VIRGO\/CONCI\/PIET\/EPARIET\/FILIU\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><em>Ricordi e Memorie del Ven: Monastero di S. Maria degli Angeli di Firenze in Via Laura<\/em>, ms. del secolo XVIII conservato presso l\u2019Archivio dei Conservatorio c. 22r e v.;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Rosa a Lima<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XVII (seconda met\u00e0)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Coro delle monache, parete sinistra<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tempera su muro<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">230x120 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162931<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto \u00e8 collocato sulla parete sinistra del coro delle monache.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela raffigura la Santa, coronata di rose, con la veste bianca e nera tipica delle suore domenicane.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La presenza della raffigurazione di Santa Rosa da Lima in questo gruppo di dipinti ha portato uno spostamento cronologico degli stessi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rosa nasce a Lima (Per\u00f9) nel 1586 da una famiglia spagnola. Nel 1606 entra nel terzo ordine di San Domenicano e prende come modello di vita quello di Santa Caterina da Siena. Muore nel 1617 e viene canonizzata nel 1671 come prima Santa del Nuovo Mondo e patrona del Sud America e delle Filippine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Per molti secoli, data una certa omogeneit\u00e0 stilistica e soprattutto le precarie condizioni dei dipinti, si era considerato tutto il ciclo del coro delle monache - Annunciazione e i riquadri con i quattro santi domenicani - databile al 1583 cos\u00ec come appariva nell'Annunciazione. La presenza di Santa Rosa da Lima, canonizzata nel 1671, induce a spostare l\u2019esecuzione dei quattro riquadri con i Santi alla seconda met\u00e0 del Seicento. Evidentemente, \u00e8 intervenuto un secondo pittore, operante nel tardo Seicento, che ha operato una uniformizzazione dei dipinti, rendendo le pitture del coro, seppur svolte in due momenti successivi, le pi\u00f9 unitarie possibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Vincenzo Ferreri<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XVII (seconda met\u00e0)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Coro delle monache, parete sinistra<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tempera su muro<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">230x120 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162932<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto raffigurante San Vincenzo Ferreri \u00e8 collocato sulla parete sinistra del coro delle monache.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il Santo \u00e8 raffigurato con la veste domenicana, ordine nel quale entr\u00f2 nel 1367, e tiene nella mano destra un volume e nella sinistra una fiamma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Questo riquadro forma un <em>pendant<\/em> con la raffigurazione di Santa Rosa da Lima, e i due riquadri di Santa Caterina e San Domenico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Scelto come figura simbolica fra i santi domenicani, il dipinto fu eseguito in questo ambiente nella seconda met\u00e0 del XVII secolo da un artista ad oggi ignoto. Contemporaneamente vennero fatti gli altri tre riquadri ed i completamenti decorativi, che si aggiungevano all\u2019Annunciazione dipinta nel 1583.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Caterina da Siena<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XVII (seconda met\u00e0)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Coro delle monache, parete destra<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tempera su muro<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">230x120 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162933<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto raffigurante Santa Caterina da Siena \u00e8 collocato sulla parete destra del coro delle monache ed al lato del riquadro raffigurante l\u2019Annunciazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La rappresentazione della Santa \u00e8 ivi collocata a chiaro scopo edificatorio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Santa Caterina \u00e8 raffigurata con l\u2019abito dell\u2019ordine domenicano bianco e nero e tiene nella mano sinistra un volume con il Sacro Cuore e nella mano destra un Crocifisso e un tralcio di gigli. La testa \u00e8 coronata di spine e alle estremit\u00e0 sono ben visibili le stimmate. Come decorazione intermedia \u00e8 presente un piedistallo, in finta architettura, recante un vaso con un mazzo fiorito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Questa pittura fu eseguita da un artista ad oggi ignoto, in un periodo successivo all\u2019Annunciazione (opera datata 1583). Si tratta di un completamento pittorico databile alla seconda met\u00e0 del Seicento, quando furono eseguite anche le parti decorative, per meglio legarle al gi\u00e0 preesistente riquadro con l\u2019Annunciazione.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Domenico<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto pittore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XVII (seconda met\u00e0)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Coro delle monache, parete destra<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tempera su muro<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">230x120 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162935<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto raffigurante San Domenico \u00e8 collocato sulla parete destra del coro delle monache ed al lato del riquadro raffigurante l\u2019Annunciazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il Santo \u00e8 rappresentato a figura intera, in posizione statica e nella tradizionale veste domenicana, con i suoi tipici attributi il libro e un ramo di gigli nelle mani e sulla testa un\u2019aureola e una stellina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Questa pittura fu eseguita da un artista ad oggi ignoto, in un periodo successivo all\u2019Annunciazione (opera datata 1583). La presenza di Santa Rosa da Lima, canonizzata nel 1671, induce a spostare l\u2019esecuzione dei quattro riquadri con i Santi alla seconda met\u00e0 del Seicento da parte di un pittore che ha operato una uniformizzazione dei dipinti, rendendo le pitture del coro, seppur svolte in due momenti successivi, le pi\u00f9 unitarie possibile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>I quindici Misteri del Rosario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Nicol\u00f2 Biliotti<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1589<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Depositi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">128x168 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162988<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela \u00e8 suddivisa in quindici riquadri. In ognuno di questi riquadri, \u00e8 raffigurato uno dei Misteri del Rosario: in alto vi sono ritratti i misteri Gaudiosi, al centro quelli Dolorosi e in basso si trovano i Gloriosi. Sul lato inferiore si trova una balza decorativa con tre occhi con busti di Santi fra racemi floreali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019opera pittorica, che pu\u00f2 essere ricompresa nello stile del tardo Cinquecento toscano, \u00e8 firmata da Nicol\u00f2 Biliotti ed eseguita nel 1595.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Le svelte figurette, la piacevole cromia e la sapiente impostazione delle numerose scene rivelano un autore di un certo livello, che non scade nel popolaresco e vignettistico, tipico di analoghe raffigurazioni coeve.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">ISCRIZIONI: in basso \u201cNICOL\u00d2 BILIOTTI F. 1595\u201d<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tobia riscuote i debiti del padre<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Francesco Curradi (Firenze, 1570-1661)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XVII (prima met\u00e0)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Piano terreno, ufficio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">62x118 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00163001<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto raffigura Tobia, che, accompagnato dall\u2019Arcangelo Raffaele, si reca nella Media da Gabael, suo parente, a riscuotere una somma del padre (cfr. Liber Tobiae del <em>Vecchio Testamento<\/em>). Durante questo viaggio Tobia pescher\u00e0 il pesce con il cui fiele guarir\u00e0 il padre dalla cecit\u00e0, episodio questo pi\u00f9 volte riprodotto in pittura. La scena rappresenta vicino ad una tavola coperta da una tovaglia rossa, Gabael con accanto un servo, mentre conta i denari; di fronte a lui Tobia, che segue l\u2019operazione, accompagnato dall\u2019Arcangelo, che mostra fra le mani il vasetto contenente gli organi del pesce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela ha una cornice coeva in legno dipinto nero, con eleganti racemi dorati sovrimpressi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto del Curradi, dalla pittura precisa e ben delineata, si pu\u00f2 confrontare con le opere dello stesso autore presenti all\u2019interno della Chiesa di Santa Maria degli Angiolini. In particolare, la figura dell\u2019Arcangelo \u00e8 quasi identica a quelle rappresentate nella lunetta dell\u2019Annunciazione e ad uno dei due Arcangeli della pala d\u2019altare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol start=\"21\">\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p. 151 e nota 21.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Chiara che scaccia i saraceni<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto pittore toscano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XVII (prima met\u00e0)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dipinto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Primo piano, corridoio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">olio su tela<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">75,4x90,6 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00163017<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il dipinto raffigura Santa Chiara con un ostensorio contenente la Santa Eucaristia davanti alle truppe saracene, scacciandole con la forza della luce di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tradizione narra che la Santa, preso un ostensorio con l\u2019Eucarestia nel Monastero di San Damiano, si fece accompagnare dalle clarisse, e riusc\u00ec a fermare i saraceni dell\u2019armata imperiale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il soggetto \u00e8 abbastanza frequente nel XVII e XVIII secolo in ambito francescano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tela \u00e8 una copia del dipinto maggiore di Cosimo Gamberucci ubicato nella Cappella Maggiore della Chiesa di Ognissanti a Firenze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 144.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>San Giovanni Battista <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Jean de Boulogne, detto Giambologna (Douai, 1529- Firenze,1608)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1590<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Scultura<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Coro delle monache<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Bronzo a fusione con patina scura<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">63 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00163035<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La statuetta in bronzo a fusione a colletto a tutto tondo raffigura Giovanni Battista in piedi, coperto da un vello animale. La sua collocazione originaria era al centro di una pila per l\u2019acqua santa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La gamba sinistra \u00e8 stesa e poggia su un piccolo basamento, la destra piegata, e con il ginocchio proteso in avanti, bilancia il peso su un sostegno leggermente pi\u00f9 alto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il braccio sinistro piegato e appoggiato ad un fianco, originariamente avrebbe dovuto reggere la croce, oggi perduta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il braccio destro \u00e8 alzato e si protende in avanti, la testa \u00e8 girata e leggermente inclinata verso sinistra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La presenza della statuetta presso la Chiesa di S. Maria degli Angiolini va rintracciata nell\u2019indubbio legame che l\u2019artista ebbe con queste monache, la cui bottega fra l\u2019altro si trovava nella vicina Borgo Pinti e per le quali esegu\u00ec anche un Crocifisso. \u00c8 probabile che l\u2019artista abbia voluto donare al Monastero una replica di un\u2019opera riuscita e forse gi\u00e0 molto nota.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Richa indic\u00f2 questa statuetta come il prototipo per la pi\u00f9 famosa scultura nella Cappella di Sant\u2019Antonino in San Marco. Al contrario, gli studiosi Dhanens e Avery considerano la statuetta come il prototipo per quella della Cappella Salviati in San Marco.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rastrelli in V. Follini \u2013 M. Rastrelli, <em>Firenze antica e moderna illustrata<\/em>, IV, Firenze 1789 \u2013 1802, p. 29;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Fantozzi, <em>Nuova guida<\/em>, Firenze, 1842, p. 391;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Carocci, <em>La chiesa e il monastero, oggi R. Educatori di S. Maria degli Angioli\u2026<\/em>, in L\u2019Illustratore Fiorentino, Firenze 1907, p. 116;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.151;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dhanens, <em>Jean Boulogne- Giovanni Bologna Fiammingo<\/em>, Brussel 1956, p. 259;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Avery, <em>Giambologna 1529-1608, Sculptor to the Medici<\/em>, Catalogue Exp. 1978-79, Art. Concilio of Great Britan, 1978, p. 136;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Catalogo \u201cMostra del Tesoro di Firenze Sacra\u201d, Firenze 1933, p. 84;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 88;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>MOSTRE <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Mostra del Tesoro di Firenze Sacra, Firenze 1933.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Crocifisso<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Jean de Boulogne, detto Giambologna (Douai, 1529- Firnze,1608)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1578<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Scultura<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Coro delle monache<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Bronzo a fusione con patina scura (tracce di doratura)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">40 cm (Cristo), 84 cm (Croce)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00163036<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il Cristo \u00e8 raffigurato morto e con la testa ricciuta reclinata verso la spalla destra. Il corpo \u00e8 snello e coperto da un perizoma annodato sul fianco destro, le ginocchia affiancate, e il piede destro soprammesso sul sinistro. Il corpo del Cristo \u00e8 in bronzo, mentre la croce \u00e8 in legno dorato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il Crocifisso, ignorato da tutta la bibliografia antica e moderna sulla Chiesa di S. Maria degli Angiolini, \u00e8 sicuramente attribuibile al Giambologna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La tipologia del Cristo, qui raffigurato morto, \u00e8 strettamente connessa con analoghi bronzi del Giambologna: la testa ricciuta dai delicati lineamenti; il corpo snello ben modellato, il perizoma annodato su un fianco e le gambe lunghe non soprammesse, ma affiancate, rivelano una sapiente e volontaria attenzione alla plastica umana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Tale dimenticanza \u00e8 forse dovuta ad una collocazione interna al Monastero, pertanto difficilmente visibile nei secoli, e di certo non legata al valore intrinseco dell\u2019opera, le cui peculiari caratteristiche la inseriscono senza ombra di dubbio nella produzione dell\u2019artista. Il Crocifisso fu oggetto di dono alle monache da parte dell\u2019artista, la cui bottega fra l\u2019altro si trovava nella vicina Borgo Pinti. Il Crocifisso \u00e8 riferibile agli stessi anni di una altra scultura eseguita dal Giambologna per le monache, il San Giovanni Battista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019esemplare pi\u00f9 vicino al nostro, e forse il suo prototipo, \u00e8 il Crocifisso in bronzo dorato eseguito per la Cappella Salviati in San Marco, ed anche altre due versioni attualmente conservate nel Museo di Douai e in una collezione privata fiorentina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 88.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Vergine col Bambino (Statuetta votiva della Madonna)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto scultore toscano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Sec. XIX<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Scultura<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">terracotta policroma<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">50 cm (altezza)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162870<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La scultura \u00e8 conservata all\u2019interno della nicchia dell\u2019altare di sinistra della Chiesa di S. Maria degli Angiolini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La statuetta rappresenta il Figlio, seduto sul braccio sinistro della Madre, vestito di un drappo bianco a disegni colorati, che porge la mano destra alla Vergine, che la stringe. Entrambi hanno corone metalliche e numerosi ex-voto intorno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La statuetta votiva della Madonna ricorda, secondo la tradizione, la statuetta della Vergine miracolosa ritrovata durante alcuni lavori nel 1530.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La famosa statuetta miracolosa \u00e8 stata evidentemente sostituita, forse per le cattive condizioni, in epoca moderna (presumibilmente nel sec. XIX). I Paatz, infatti, gi\u00e0 nel 1952 parlano di una statuetta moderna, quale quella che ci appare anche oggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol start=\"13\">\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.150 e nota 13.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Vergine col Bambino<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ignoto scultore fiorentino<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">sec. XV<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Scultura<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Depositi<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Terracotta policroma invetriata<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">59x39,5 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/001622937<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La scultura in terracotta policroma raffigura, a mezza figura su una base squadrata, la Vergine che si stringe al petto il Bambino semi seduto sul suo braccio sinistro. Le vesti sono nei colori tradizionali: azzurro e rosso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Si tratta di un buon esempio di scultura quattrocentesca ripresa da un originale di Michele da Firenze, che trova, nelle numerose repliche, una larga diffusione su tutto il territorio fiorentino nel XV secolo dove alcune botteghe, fra le quali quella di Lorenzo Ghiberti, svolgevano una produzione a livello quasi industriale indirizzata verso enti religiosi e privati cittadini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">ISCRIZIONI: \u201cFLOS VIRGINUM\u201d<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Teste di cherubini tra volute <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Battista Ciceri (Pescia, fine sec. XVII \u2013 1715)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1690<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rilievo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">stucco bianco e dorato;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">misure non rilevate<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162860<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il rilievo raffigura un medaglione con tre cherubini in rilievo delimitato da una corona d\u2019alloro, tutt\u2019intorno, entro una cornice mistilinea, foglie, nastri e volute vegetali su fondo oro e su due lati una coppia di plastiche conchiglie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">I volti gonfi, gli occhi piccoli incavati, i nasetti ritti, le ali trattate come quelle degli uccelli, riflettono il tipico puttino alato, che tante volte Ciceri inserisce nei suoi cicli a stucco; tali rilievi si possono cos\u00ec confrontare con tutta la produzione plastica dell\u2019autore (cfr. opere a Firenze, San Gaggio; Castelfiorentino, Santa Verdiana; Pistoia, Santa Maria degli Angeli di Sala; Borgo a Buggiano, Villa Bellavista).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.149;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Mosco, <em>Itinerario di Firenze Barocca<\/em>, Firenze 1974, p. 14;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 145.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Rosa da Lima col Bambino Ges\u00f9 <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Battista Ciceri (Pescia, fine sec. XVII \u2013 1715)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1690<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rilievo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Stucco bianco e dorato<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Misure non rilevate<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162873<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019elegante stucco, collocato alla parete destra laterale all\u2019altar maggiore, \u00e8 di esecuzione tardo secentesca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il rilievo \u00e8 a rettangolo in stucco sagomato ai lati, con ricchi racemi vegetali su fondo oro. Al centro, entro un ovale con ghirlanda d\u2019alloro, \u00e8 \u00a0raffigurata a mezza figura Santa Rosa da Lima col Bambino Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Santa Rosa, canonizzata nel 1671, fu la prima Santa del Nuovo Mondo ed \u00e8 patrona del Sud America e delle Filippine. Nel tardo Seicento, Santa Rosa gode di una larga popolarit\u00e0 anche in Italia, date le numerose raffigurazioni che la vedono protagonista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La maestria esecutiva dello stuccatore e la presenza di motivi decorativi comuni in altri pi\u00f9 impegnativi cicli plastici consentono l\u2019attribuzione a Giovan Battista Ciceri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019artista, che troviamo documentato negli ultimi anni del secolo (1698 c.a.) nella chiesa di San Gaggio, propone qui lo stesso repertorio decorativo (ad esempio, le volute vegetali bianche sul fondo oro spugnoso; il motivo della doppia conchiglia) e soprattutto un analogo modo di trattare la materia sia negli elementi di contorno che nella plastica figura della Santa (cfr. Santa Monica, Firenze, San Gaggio).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">I volumi cos\u00ec gonfi e leggeri confermano un\u2019esecuzione molto vicina alle opere di San Gaggio, ancora estranee agli sviluppi pi\u00f9 \u2018secchi\u2019 e \u2018veloci\u2019, che gli stucchi del Ciceri acquisteranno nei primi del Settecento (cfr. opere a Castelfiorentino, Santa Verdiana; Pescia, S. Maria Maddalena; Pistoia, S. Maria degli Angeli di Sala)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.149;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Mosco, <em>Itinerario di Firenze barocca<\/em>, Firenze, 1974, p. 14;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 145<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Santa Caterina da Siena <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovanni Battista Ciceri (Pescia, fine sec. XVII \u2013 1715)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1690<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angeli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Rilievo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Chiesa di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Tecnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">stucco bianco e dorato;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Misure non rilevate<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00162874<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lo stucco \u00e8 collocato di lato all\u2019altar maggiore della chiesa, sopra la porta, che conduce alla cappellina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Il rilievo \u00e8 a rettangolo sagomato ai lati con eleganti racemi in stucco bianco su fondo oro. Al centro, di forma ovale, delimitato da una ghirlanda d\u2019alloro, il rilievo raffigura a mezza figura Santa Caterina da Siena. La Santa, in abito monastico, mostra con la mano sinistra un crocifisso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La morbidezza dei volumi e la libert\u00e0 decorativa con la quale l\u2019autore ha svolto questo pannello rettangolare ricorda da vicino la plastica barocca della prima met\u00e0 del Seicento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Giovan Battista Ciceri esegu\u00ec questo ciclo per le monache di Santa Maria degli Angiolini entro l\u2019ultimo decennio del Seicento. La grande vicinanza ai lavori documentati di San Gaggio del 1698, lo stesso modo di trattare la materia (cfr. la mano destra della Santa con quella della Santa Monica a San Gaggio, e cos\u00ec pure le pieghe del sottogola e della stoffa della manica) e la scelta degli stessi elementi decorativi consentono di attribuire all\u2019autore citato questi eleganti esempi di stucchi fiorentini della fine del secolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Paatz, E. V. Paatz, <em>Die Kirchen von Florenz, ein kunstgeschichtliches Handbuch<\/em>, II vol., Frankfurt am Main, Verlag Vittorio Klostermann, 1952, p.149;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Mosco, <em>Itinerario di Firenze barocca<\/em>, Firenze, 1974, p. 14;<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, p. 145.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Organo a canne<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Autore<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Luigi e Benedetto Tronci (Pistoia, 1755-1803, 1756-1821)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Data<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1793<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Luogo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Conservatorio di S. Maria degli Angiolini<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collezione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Strumento musicale<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Collocazione <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Apposita stanza del Conservatorio<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Materiale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Ebano, legno di noce, bosso, (tastiera e pedaliera), legno, piombo e stagno (canne)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Dimensione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">larg. 242 cm, h. 350 cm, prof. 60 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><strong>Inventario<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">09\/00195624<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">L\u2019organo a canne ha una cassa di legno a filo della parete destra della Chiesa. La facciata \u00e8 a 3 cuspidi sormontate da archi e divise da paraste (7-9-7). Le cuspidi minori sono sormontate da organetti morti di 5 canne.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Lo strumento di notevole valore artistico sia per la parte fonica che per quella meccanica, prima del recente restauro, erano in gravi condizioni il mantice, distrutto, e il canale portavento, spezzato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">ISCRIZIONI: sul fondo della secreta cartiglio a stampa \u201cALOYSIUS E BENEDICTUS TRONCI PISTORIENSES FACIEBANT ANNO DOMINI MDCCLXXXXIII\u201d (a mano): II \u2013 XI. Sul listello interno della tastiera \u201cALOYSIUS ET BENEDICTUS TRONCI PISTOR. CUM ADIUNCTIONIB. RESTAURAVERANT ANNO DOMINI MDCCLXXXX\u201d. Firma \u201cPIETRO PAOLI 1868\u201d. SCRITTA \u201cSmontato 1909\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">AA.VV., <em>Santa Maria degli Angiolini a Firenze. Dieci anni di restauri=Ten years of restoration<\/em>, Firenze, EDIFIR, 2006, pp. 115-125.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il patrimonio artistico della Fondazione Conservatorio \u201cSanta Maria degli Angeli\u201d \u00e8 formato da due grandi entit\u00e0. La prima sezione \u00e8 costituita dall&#8217;insieme degli edifici che compongono l\u2019antico Monastero, in particolare dai suoi \u201cambienti monumentali\u201d di enorme valore artistico ed architettonico. La seconda parte \u00e8 formata da una collezione di opere ed oggetti d\u2019arte e di antichit\u00e0. Tale collezione, di considerevole pregio artistico, ha un importante valore intrinseco e un evidentissimo interesse di testimonianza e documentazione storica. L\u2019insieme compositivo del patrimonio artistico, impreziosito da una importante e multiforme collezione d\u2019arte, \u00e8 la misura attestativa pi\u00f9 concreta dell\u2019importanza di questa antica istituzione fiorentina nei suoi oltre cinque secoli di intensa attivit\u00e0. &nbsp; Gli ambienti monumentali Gli ambienti monumentali della Fondazione Conservatorio \u201cSanta Maria degli Angeli\u201d costituiscono una importante sezione del patrimonio artistico di questa istituzione. Tali ambienti, di evidente pregevolezza edificativa, sono lo specchio e il lume dell\u2019architettura e dell\u2019arte figurativa a partire dalla fine del cinquecento fino alla met\u00e0 dell\u2019ottocento italiano. Essi si compongono delle seguenti sezioni: il porticato, edificato nel 1639, vede la presenza di quattro importanti rilievi risalenti al XVIII sec. in stucco bianco, dipinto in finto marmo ocra: \u201cArcangelo Michele\u201d, \u201cSanta Teresa\u201d, \u201cSant\u2019Antonino Vescovo\u201d, \u201cSan Domenico\u201d. Degni di considerazione sono due ulteriori rilievi ascrivibili al XIX sec., \u201cLa vergine con il bambino\u201d, in stucco bianco su fondo azzurro e \u201cLa vergine con il bambino\u201d, in terracotta policroma, forse ritoccato nell\u2019ottocento su una preesistenza primo-cinquecentesca; un grande refettorio, che, nel suo lato sinistro, custodisce l\u2019affresco intitolato l\u2019\u201dUltima cena\u201d (1631), mirevole opera del pittore Matteo Rosselli (1578-1650), caposcuola fiorentino e maestro dell\u2019austero stile della Controriforma; una piccola chiesa interna, edificata dalla sagrestia della chiesa principale, ricca di peducci e capitelli cinquecenteschi; il coro delle monache, costituito da un ambiente completamente restaurato, che vede quattro importanti dipinti ascrivibili alla seconda met\u00e0 del XVII sec. (\u201cSanta Rosa Lima\u201d, \u201cSan Vincenzo Ferreri\u201d, \u201cSanta Caterina da Siena\u201d, \u201cSan Domenico\u201d) e un quinto dipinto rappresentante l\u2019\u201cAnnunciazione\u201d, eseguito nel 1583. Di rilievo \u00e8 la mensa d\u2019altare in pietra serena con inserti e lavorazioni auree, tipica delle maestranze toscane del XVI sec, e un gradino d\u2019altare, costituito da quindici formelle che rappresentano \u201cI quindici Misteri del Rosario\u201d, eseguite nel 1589 su committenza di Suor Arcangiola Setticelli. La sala \u00e8 contornata su tre lati da banconi da coro in legno di cipresso, decorato a finto legno di noce con una tecnica di tempera ad olio, impreziositi da cartigli a volute, databili ai primi anni del XVIII sec.; la \u201cSala della Duchessa\u201d, una sala decorata con affreschi ottocenteschi posizionata al piano terra del vasto complesso conventuale. La sala \u00e8 un luogo emozionante, ornato da decorazioni a grottesche realizzate nella met\u00e0 dell\u2019Ottocento, dalla sofisticata tavolozza cromatica e variopinta ricchezza di particolari: rettili, insetti oppure uccellini ingabbiati, che si stagliano su ampie campiture di color celestino. Una simile decorazione parietale, costituita da un leggero e fantastico disporsi di forme vegetali miste a figurette ed animali, ricorda sia quella trovata a Roma nei resti sotterranei della \u201cDomus Aurea\u201d di Nerone sia le grottesche eseguite dalla scuola di Raffaello Sanzio (1483-1520), tra cui Giovanni da Udine (1487-1561), per la Loggetta del Cardinal Bibbiena [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1182","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1182"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1182\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1656,"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1182\/revisions\/1656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/accoglienza.conservatorioangeli.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}